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Spam: origini e futuro degli intrusi on-line

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Nel gergo di Internet, il termine “spam” si riferisce ad e-mail commerciali indesiderate. Ogni giorno nel mondo vengono inviate miliardi di e-mail spazzatura: gli “algoritmi di rilevamento” sono precisi al 98% circa, ma le nuove tipologie di spam continuano ad evolversi ad un ritmo elevatissimo. Tutto questo a discapito della nostra pazienza! In questo articolo troverai informazioni utili sulla storia dello spam e sui suoi sviluppi negli anni futuri oltre ad alcuni consigli per combattere un fastidioso e serio pericolo per la nostra sicurezza on-line.

Storia dello spam

Il termine “spam” nasce ufficialmente nel 1994 e deriva dal nome di una celebre marca di carne in scatola, da uno sketch teatrale e da una strana storia fatta di avvocati americani e pubblicità scorretta. Presentata così sembra una barzelletta, ma state sicuri che in questo la realtà ha superato la fantasia più spinta. Andiamo con ordine partendo dal primo elemento di questa storia: la carne in scatola.

SPAM in origine è un marca di carne in scatola prodotta dalla Hormel Food Corporation, fin dal 1937. Diviene celebre soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale quando viene spedita come rancho dei soldati USA in oltre 15 milioni di unità a settimana! Il collegamento tra i concetti di carne in scatola e messaggi indesiderati e martellanti nasce negli anni ’70. In un celebre sketch dei Monty Python, la carne SPAM diventa sinonimo di prodotto riproposto in maniera così insistente da diventare fonte di fastidio e irritazione. La scenetta è ambientata in una locanda dove qualsiasi pietanza elencata dalla cameriera risulta essere a base di Spam: uova e spam, uova-bacon-spam, spam-uova-spam, spam-salsicce etc…

La definitiva connessione con il mondo delle mail spazzatura avverrà negli anni ’90 per mano di due spavaldi avvocati americani. Nell’aprile del 1994 due avvocati di Phoenix, Canter & Siegel, inviano un messaggio di posta elettronica promuovendo i loro servizi. Non è la prima volta che questo genere di e-mail vengono spedite, ma di sicuro si tratta del primo serio evento di spamming per scopi promozionali. I due avvocati avevano assoldato un programmatore affinché inviasse il loro annuncio promozionale ad ogni singolo newsgroup su USENET, all’epoca una delle reti di server interconnessi più frequentate al mondo. Le diverse migliaia di utenti registrati su USENET quel giorno ricevettero la pubblicità di Canter & Siegel. Da quel giorno il termine rimase associato alle email spazzatura.

Spam
Fino a qualche decennio fa Spam era sinonimo di carne in scatola

 

Il futuro dello spam

Da allora lo spam ne ha fatta di strada riempendo le nostre caselle di messaggi indesiderati e fastidiosi. Si tratta di qualcosa da non sottovalutare perché ad essere interessati sono soprattutto la nostra privacy e i nostri dati sensibili. Per questo è importante interrogarsi sul futuro dello spam digitale e sui rischi a cui andiamo incontro. Quali armi abbiamo per combatterlo e rallentarne la diffusione?

Il Prof. Emilio Ferrara in un recente articolo scritto per la rivista “Communications of the ACM (CACM)” tiene traccia dell’evoluzione dello spam digitale esplorando la sua complessa e spesso sorprendente storia. “La lotta contro lo spam è una corsa agli armamenti costante”, ha affermato Ferrara, specializzato in scienze sociali computazionali ed esperto di social media bot. “Le truffe non solo sfruttano le vulnerabilità tecniche, ma sfruttano anche quelle umane”.

I social media bot, che producono automaticamente contenuti e interagiscono con gli umani, hanno permesso agli spammer di adattare le loro operazioni a un livello senza precedenti (Ferrara esplora questo argomento in un altro articolo scritto per CACM nel 2016 dal titolo “The Rise of Social Bots”). Poiché i bot sono stati utilizzati per una varietà di scenari nefasti, dalla manipolazione del dibattito politico alla diffusione di teorie complottiste e fake news, la posta in gioco è molto molto alta. Ferrara ritiene che in futuro le tecnologie di deepfake potrebbero essere abusate da spammer dotati di risorse adeguate per creare AI che fingono di essere umani.

 

 

Consigli per difendersi dallo spam

Oggi lo spamming è sempre più capillare e subdolo. Nonostante i filtri antispam funzionino molto bene, è consigliabile adottare alcuni semplici comportamenti per evitare di dare i nostri dati in mano a spammer senza scrupoli. Ecco alcuni semplici consigli per difendersi dallo spam.

1. Evita di segnalare pubblicamente il tuo indirizzo e-mail personale

Ricorda che gli spammer si nascondono ovunque e sono costantemente alla ricerca di indirizzi e-mail disponibili a cui invieranno posta indesiderata di qualsiasi tipo. Pubblicare incautamente il tuo indirizzo e-mail permette di consegnarti nella mani degli spammer o peggio ancora di mettere seriamente a rischio il tuo account se stai usando una password debole. Non utilizzare il tuo indirizzo e-mail personale o aziendale quando ti registri da qualsiasi parte.

2. Pensa prima di fare clic

Potrebbero esserci casi in cui il filtro automatico della posta elettronica contrassegna erroneamente le e-mail legittime come e-mail di spam a causa del contenuto (ad esempio l’e-mail contiene un collegamento ipertestuale). Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le e-mail contrassegnate come “SPAM” o reindirizzate alla cartella spam della tua casella di posta vengono inviate dagli spammer. L’oggetto dei messaggi di spam di solito include l’offerta di farmaci da prescrizione a basso costo, pubblicità su nuovi medicinali oppure offerte tanto allettanti quanto improbabili. Assicurati di esaminare attentamente il contenuto delle e-mail di spam prima di aprire eventuali allegati (anche se sembra un file di testo o un’immagine innocente) o fare clic su eventuali link. Evita anche di scaricare contenuti bloccati dai tuoi fornitori di servizi e-mail.

3. Non rispondere ai messaggi di spam

Quasi tutti i messaggi di spam sono e-mail dannose inviate da fonti sconosciute. Queste fonti potrebbero essere hacker che mirano a prendere il controllo dei computer delle loro vittime. Non rispondere mai ai messaggi di spam perché attraverso questo lo spammer saprà che l’indirizzo e-mail è attivo aumentando di conseguenza la possibilità che la tua e-mail venga costantemente presa di mira.

4. Scarica strumenti di filtro antispam e software antivirus

Gli strumenti di filtro antispam e gli antivirus possono aiutare a scansionare le e-mail ricevute. Se le e-mail che hai ricevuto contengono malware, il contenuto dannoso verrà messo in quarantena e ti verrà impedito di aprirlo. Questo aiuta a ridurre le possibilità che le e-mail contenenti malware infettino il tuo computer. Per questo è consigliabile attivare dei filtri antispam e un antivirus con queste funzionalità per ridurre drasticamente eventuali “infezioni”.

In buona sostanza la cosa più importante è fare un po’ più di attenzione nell’aprire le tue e-mail. Assicurati sempre che provengano da fonti attendibili e non sembrino dubbie.